Come pulire i gioielli in oro: la guida completa LIL Milan
Cominciamo da una cosa che pochi sanno: l'oro non si ossida.
L'oro puro, quello a 24 carati, è uno dei metalli più stabili che esistano in natura. Non arrugginisce, non annerisce, non perde colore. È per questo che gli archeologi trovano gioielli egizi di tremila anni fa ancora luminosi.
Eppure ti sarà capitato — succede a tutte — di guardare il tuo anello di sempre, una mattina qualsiasi, e pensare: era così spento anche ieri? La catena sembra opaca, l'incisione meno nitida, il diamante ha perso fuoco. E ti chiedi cosa stia succedendo.
Il punto è semplice: il tuo oro non è oro puro. I gioielli LIL Milan in oro 18kt o oro 9kt contengono rispettivamente il 75% e il 37,5% di oro puro. Il resto è una lega di altri metalli — argento, rame, zinco — che servono a dare resistenza, struttura, colore. Senza quella lega un anello sottile si piegherebbe stringendo una mano.
E sono quegli altri metalli che, ogni tanto, reagiscono.
Reagiscono al sudore, ai cosmetici, al cloro della piscina, al sale del mare, alla salsedine, ai detersivi, ai profumi spruzzati direttamente sulla pelle. Niente di drammatico: si forma una patina sottilissima, quasi invisibile, che spegne la luce. Il gioiello sembra "stanco". Ed eccolo lì, il momento di fermarsi cinque minuti.
Il metodo LIL Milan, in tre gesti
Ti serve pochissimo, e tutto lo trovi già in casa.
Quello che ti occorre:
- Una ciotola piccola
- Acqua tiepida (mai bollente)
- Sapone di Marsiglia liquido, oppure un sapone neutro per le mani
- Uno spazzolino da denti morbido — il più morbido che hai, anche da bambini va benissimo
- Un panno in microfibra, o in cotone morbido
E basta.
Primo gesto: il bagno tiepido. Riempi la ciotola con acqua tiepida e aggiungi due gocce di sapone. Mescola con un dito finché non si forma una leggera schiuma. Immergi il gioiello e lascialo lì per dieci, quindici minuti. Non di più. Questo passaggio scioglie i residui di crema, sapone, sebo, polvere — tutto ciò che si accumula senza che tu te ne accorga.
Secondo gesto: lo spazzolino, con leggerezza. Prendi lo spazzolino morbido e passa le setole sul gioiello con movimenti lenti e circolari. Insisti delicatamente nei punti più nascosti: il retro di un castone, le maglie di una catena, i contorni di una lettera incisa, i piccoli intagli. Non serve forza. Serve pazienza. Pensalo come un piccolo massaggio.
Terzo gesto: l'asciugatura. Sciacqua il gioiello sotto un filo di acqua tiepida — molto importante: tappa il lavandino, o tieni il gioiello stretto fra le dita. Niente lavandini aperti, mai. Poi tampona — non strofinare — con il panno in microfibra. L'oro, asciutto, deve tornare a brillare come il primo giorno.
Tutto qui.
Quando l'acqua non basta: Make It Shine
Per i giorni in cui non hai voglia di tirare fuori ciotola e sapone — o quando il gioiello è opaco ma non davvero sporco — esiste una scorciatoia che ti consigliamo di tenere sempre nel cassetto del comodino.
Si chiama Make It Shine, ed è il nostro panno per lucidare i gioielli in oro. È un sistema a secco composto da due panni in cotone naturale al 100%: quello interno, bianco, pulisce; quello esterno, color crema, lucida. Non serve acqua, non serve detergente, non serve niente. Lo prendi, ci passi sopra il gioiello con un movimento leggero, e l'oro torna brillante in trenta secondi.
Una piccola avvertenza: il panno, usandolo, si scurisce. È normale, anzi è la prova che sta facendo il suo lavoro — sta raccogliendo lo sporco invisibile dalla superficie del gioiello. Non buttarlo quando diventa nero. Continua a usarlo, è riutilizzabile a lungo.
Un'unica eccezione: non usarlo sulla collana Stardust, che ha una finitura particolare e va trattata diversamente.
Make It Shine è perfetto per la manutenzione quotidiana, per i viaggi, per quando hai un appuntamento fra cinque minuti e vuoi che l'anello al dito sia all'altezza. Il bagno tiepido con sapone, invece, resta il rituale più profondo, da fare ogni due o tre settimane sui gioielli che indossi tutti i giorni. I due metodi convivono benissimo.
E se c'è una pietra?
Dipende dalla pietra.
Diamanti - naturali o sostenibili - adorano l'acqua tiepida e il sapone. Sono fra le sostanze più dure in natura, non temono nulla di tutto questo. Anzi: una lavata ogni tanto restituisce loro quel fuoco che ami. Se vuoi approfondire la differenza fra le due tipologie di diamante, abbiamo scritto una guida dedicata qui.
Perle e altre pietre (smeraldi, opali, turchesi, lapislazzuli), invece, sono creature delicate. Non vanno mai immerse, mai strofinate con lo spazzolino, mai messe a bagno. Per le perle basta un panno morbido leggermente inumidito, passato con dolcezza, e poi un panno asciutto. Niente sapone. Niente alcool. Le perle sono organiche: respirano.
Se hai dubbi su una pietra specifica, scrivici. Ti rispondiamo noi.
Cosa NON fare. Mai.
Questa è la parte più importante di tutta la guida. Salvala.
Niente dentifricio. È un consiglio che gira da generazioni e fa venire i brividi. Il dentifricio contiene microabrasivi che sui denti vanno benissimo, ma sull'oro lasciano graffi sottilissimi che, nel tempo, opacizzano la superficie in modo irreversibile.
Niente bicarbonato strofinato a secco. Stesso problema: è un abrasivo. Una volta ogni tanto, sciolto in acqua tiepida, può aiutare con l'argento. Sull'oro non serve, e può solo fare danni.
Niente alcool, niente acetone, niente candeggina. Sono sostanze aggressive che possono attaccare la lega. La candeggina in particolare è il peggior nemico dell'oro: anche una goccia, nel tempo, può letteralmente "mangiare" il metallo. Se hai un gioiello al dito, non avvicinarti mai ai prodotti per la pulizia di casa senza guanti.
Niente pulitori a ultrasuoni domestici comprati su internet, soprattutto per gioielli con pietre incastonate a griffe sottili o con saldature delicate. Le vibrazioni possono allentare i castoni e far cadere le pietre. Se vuoi una pulizia a ultrasuoni, falla fare a un professionista — noi in LIL House lo facciamo gratuitamente per i tuoi gioielli LIL Milan.
Niente carte abrasive, panni "magici" gialli, o spugne da cucina. L'oro 18kt e 9kt è morbido. Si graffia con poco. Tratta i tuoi gioielli come tratteresti la pelle del viso.
I gesti quotidiani che fanno la differenza
La pulizia profonda serve ogni tanto. La cura vera, però, succede ogni giorno. Sono le piccole abitudini che allungano la vita di un gioiello di anni, a volte di decenni.
Mettili per ultimi. Profumo, crema, spray per i capelli, fondotinta — tutto prima. I gioielli si indossano alla fine, quando sei già pronta a uscire. È la regola d'oro (perdona il gioco di parole) di chi i gioielli li ama davvero.
Toglili per primi. Quando torni a casa, prima ancora di lavarti le mani, mettili in un piattino, in una piccola coppa, nella loro pochette. Lavarsi le mani con anelli e bracciali non è la fine del mondo, ma giorno dopo giorno il sapone si infila nei castoni e sotto le maglie, e si accumula.
Toglili per dormire. Le catene si attorcigliano, gli orecchini si piegano, gli anelli premono. Il corpo, di notte, ha bisogno di leggerezza. Loro anche.
Toglili in spiaggia, in piscina, in palestra. Il cloro è uno dei pochi nemici reali dell'oro: a contatto prolungato indebolisce la lega e nei casi peggiori la spezza. Il sale del mare e il sudore acido della palestra non sono drammatici, ma sommati nel tempo opacizzano. Una collanina che togli ogni volta dura il doppio di una che lasci sempre addosso.
Conservali separati. Ogni gioiello nella sua pochette in tessuto, o in scomparti diversi del portagioie. Oro contro oro graffia. Oro contro pietre, ancora di più.
Quanto spesso pulirli?
Dipende da come li vivi.
Per i pezzi che indossi tutti i giorni — l'anello che non togli mai, la catena che porti da anni, gli orecchini di sempre — un bagno tiepido ogni due o tre settimane è perfetto. Diventa un piccolo rituale, magari di domenica sera, mentre fai altro. Nei giorni intermedi basta un passaggio veloce con Make It Shine.
Per i pezzi che indossi nelle occasioni — l'anello con il diamante, il girocollo importante, gli orecchini delle feste — basta una volta ogni due o tre mesi, o semplicemente prima di una serata speciale, per farli tornare scintillanti.
E poi c'è una regola che vale sempre: se un gioiello ti sembra spento, non aspettare. Cinque minuti di acqua tiepida e sapone, ed è di nuovo lui.
Quando portarli da noi
Ci sono cose che, in casa, non si possono fare. Ed è giusto così.
Se hai un anello con una pietra che sembra ballare, portacelo. Se la chiusura di una collana fa fatica, portacela. Se un fermaglio è saltato, se un orecchino ha perso la spinta, se senti che qualcosa non gira come dovrebbe — portacelo. Le riparazioni piccole sono spesso gratuite, quelle più complesse hanno comunque un costo trasparente che ti diciamo prima di iniziare.
In LIL House facciamo lucidatura professionale, pulizia a ultrasuoni, controllo dei castoni, ridimensionamento degli anelli, ricostruzione delle saldature. Per ogni gioiello LIL Milan c'è una garanzia di due anni, e c'è soprattutto qualcuno — siamo noi — che lo conosce e sa come trattarlo.
Scrivici su WhatsApp, scrivici via mail, vieni a trovarci a Milano.
I gioielli che amiamo non sono quelli più costosi. Sono quelli che continuiamo a indossare.
