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Jewel! But make it fashion

by Veronica Varetta |

COSA: Relazione fra moda e gioiello

CHI: Fashion lovers

QUANDO: Quando vuoi tu

DOVE: LIL Blog

PERCHÈ: Per conoscere fatti di moda interessanti

 

La relazione tra gioiello e moda è da paragonarsi a una storia travagliata degna di Hollywood perché tutt’oggi è difficile comprenderla appieno: cos'è più importante, l’abito o il gioiello? Cosa rimane più impresso di Audrey Hepburn in ‘Colazione da Tiffany’: la petite robe noire di Givenchy (PC: Vogue Messico) o il diadema di perle di Roger Scemama? Non lo sappiamo o forse la risposta più semplice è: l’insieme delle due cose. Quel match tra abito e accessorio che riesce a rendere un look perfetto. 

La relazione fra i due mondi si intensifica sicuramente agli inizi del ‘900 quando indossare collane, anelli e orecchini rappresenta uno status symbol. Nel dopoguerra la voglia di rivalsa sociale va alle stelle e anche la moda innesca rivoluzioni. Christian Dior, ad esempio, è il primo a proporre il New Look (PC: Vogue Italia): gonne ampie, vita piccola, spalle morbide. Un vero e proprio cambiamento nel modo di percepire l’abito e di pari passo il design del gioiello: se da un lato artigiani e grandi case come Cartier e Van Cleef & Arpels producono pezzi dallo stile classico, dall’altro ci sono designer che propongono forme e stili d’avanguardia. 

Una figura iconica del ‘900 è senza dubbio Coco Chanel. Perché? Molti ricordano il suo tailleur in tweed e l’iconico profumo Chanel N.5, ma chi ha visto una sua fotografia non può aver scordato i fili di perle che madame Chanel amava portare (PC: Vogue Taiwan). Per lei erano simbolo di eleganza e raffinatezza, non importava se il look fosse da giorno o da sera, le perle stavano bene su tutto. E’ anche fra le prime a sdoganare il ‘fake’ autorizzando l’utilizzo di perle finte, magari mixate a vere. L’importante è che siano belle. 

Fino alla fine degli anni ‘80, il gioiello continua a far parte del look ma in modo distaccato e indipendente, poi piano piano comincia a fare capolino negli advertising delle grandi case di moda (PC: Pinterest). Il primo a inserirlo fisicamente all’interno di un capo di abbigliamento è Gianni Versace con il Safety Pin Dress (PC: Marie Claire), un abito nero dalla scollatura profonda e un taglio netto sul fianco, tenuto insieme da 6 spille da balia. A renderlo famoso è Elizabeth Hurley che lo indossa nel 1994 alla premiazione del film ‘Quattro matrimoni e un funerale’: ruba totalmente la scena a Hugh Grant, provocando scandalo ma riuscendo a imprimere nella mente di chiunque un’immagine iconica.

E arriviamo al  presente: un designer che sta puntando molto sull’uso dei gioielli è Daniel Roseberry, art director di Schiaparelli. In realtà le sue sono vere e proprie sculture integrate con grande eleganza nei suoi abiti. Roseberry cambia la prospettiva: non sono i gioielli ad adornare il corpo. Il corpo è già un gioiello! Realizza quindi veri e propri calchi di alcune parti del corpo, spesso le estremità: orecchie, mento, labbra e così via, creando maschere che non coprono il volto ma lo esaltano. Il suo stile non vuole passare inosservato e la parola chiave è: esagerazione! Soprattutto nelle dimensioni. Grandi teste d’oca in oro e brillanti, coralli enormi, occhiali dorati che sembrano liquefarsi… Insomma Schiaparelli riesce  a spostare l’attenzione sul gioiello che diventa (ancora una volta) protagonista indiscusso. (PC: SkyTg24)

Ok, magari vi starete chiedendo: e LIL? Cosa c’entra con tutto questo? Credetemi, c’entra molto! Non solo perché la storia, come sappiamo, insegna ma soprattutto perché quando creo gioielli il primo pensiero è quello di dare vita a dei preziosi che possano accompagnare nel quotidiano chiunque li indossi.

Nel 2022 ovviamente il contesto sociale è totalmente diverso da quello degli anni ‘20 e i gioielli che creo sono pensati per una donna contemporanea, moderna. La mattina in ufficio o in un’aula a dare un’esame, il pomeriggio a correre in un parco e la sera magari un aperitivo con le amiche.

Ecco, immaginate di avere indosso qualcosa che sia perfetto per tutte queste occasioni… ed ecco LIL! Altra caratteristica di LIL MIlan è sicuramente quella di mixare (un po’ come faceva Coco Chanel) ed è per questo che, per esempio, i nostri orecchini sono venduti singolarmente.

Anche la possibilità di combinare fra loro perle, collane e choker fa parte di LIL Milan e mi piace vedere come le clienti personalizzano ogni gioiello in base al loro gusto e stile.

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